
LA
STORIA DI FELIX COSSOLO,
IL GESTORE DELL'AFTER LINE...
- Sono orgoglioso di aver dato 25 anni della mia vita al mio essere gay e alla comunità che mi circonda. Tutto ha inizio nel giugno del 1975, a 18 anni, stanco di nascondermi, stufo delle sedute all’Astanteria Neuropsichiatria del Policlinico di Bari, decido di vivere la mia prima storia, desiderata e accettata, con un bel ragazzo. Il giorno successivo, agli esami di maturità, svolgo il miglior compito d’italiano di tutta la sessione e mi diplomo con 58/60, nonostante durante l’anno, a causa della mia situazioni di crisi, non abbia studiato tanto da meritarmi un ottimo punteggio. Inoltre accettare la mia omosessualità ha significato sentire la necessità dell’impegno politico. Avevo militato nella sinistra rivoluzionaria di Avanguardia Operaia, dei gruppi anarchici e di Lotta Continua, ma nessuno aveva ancora affrontato all’interno un dibattito sulla sessualità. Poiché proprio in quel periodo il Partito Radicale, con Marco Pannella, lotta anche per la liberazione sessuale e i diritti civili, mi iscrivo e fondo il primo gruppo gay al sud.
Così, a soli 18 anni, organizzo seminari ull’omosessualità, convegni, interventi nelle università, volantinaggi, scritte sui muri, collaborazioni con riviste alternative quali Re Nudo e Stampa Alternativa, arrivando ad inserire un candidato gay nella lista radicale alle elezioni del comune di Bari. Ho partecipato a Licola, vicino Napoli, al Festival del proletariato giovanile che ha segnato la prima uscita ufficiale dei collettivi gay all’interno della sinistra rivoluzionaria. Sempre in quel periodo conosco Mario Mieli, Angelo Pezzana, Alfredodo Cohen, Corrado Levi, Massimo Consoli, Dario Bellezza, Gianni Vattimo e tutti i pionieri del movimento gay italiano. Il Partito Radicale barese entra in crisi quando fondo la sezione locale del FUORI!, nel timore di attentati e interventi polizieschi. La mia protesta contro i radicali baresi viene diffusa su tutti gli organi d’informazione durante il Congresso Nazionale del F.U.O.R.I.! al teatro Alberico di Roma. In questa sede ottengo il plauso di Mario Mieli e di Corrado Levi perché pur essendo radicale contesto l’intolleranza del FUORI! nei confronti degli altri collettivi gay autonomi. Sin da allora ero uno spirito ribelle che non riesce a essere ingabbiato o etichettato, difatti non mi sono mai più iscritto a nessun partito. Adoravo Pannella e ho partecipato a tantissime sue iniziative, ho perfino dormito per ben 15 giorni nella sede del P.Radicale di Roma tanto ero militonto.
Infine nell’estate del 1975, il mio primo viaggio
all’estero ad Atene e Mikonos, l’isola gay per eccellenza. Lo
Stato mi chiama e, nel 1976, vengo spedito a Torino arruolato nei bersaglieri.
E’ un’ottima occasione per operare a tempo pieno come militante
nel FUORI! Quando, la sera, uscivo dalla caserma. mi ospitavano Francesco
Merlini e Beppe Anfossi. Ero senza soldi e Pezzana ogni tanto faceva una misera
colletta tra i suoi sostenitori per darmi una mano a vivere la mia militanza
a tempo pieno. In quel periodo entro nella redazione del nuovo bollettino
Lambda, partecipo al raduno gay al palazzo dei Congressi di Napoli, scrivo
lettere a quotidiani e periodici, simpatizzo per i COM, Colletti Omosessuali
Milanesi, lentamente mi distacco da Angelo Pezzana per rendere Lambda l’organo
d’informazione di tutti i collettivi gay italiani. Terminato il servizio
militare resto a Torino dove mi dedico a riunioni periodiche, radio libere,
volantinaggi, attacchinaggi, raccolte firme, feste a tempo pieno e di volontari-missionari
della causa … Conosco il Living Theatre, Ugo Nespolo, Lindsay Kemp.
Paolo Poli, Alberto Arbasino, collaboro con Massimo Fini ad un’inchiesta
di copertina per l’Europeo. Rilevante nel contempo il mio sodalizio
con un gruppo lesbico: le BRIGATE SAFFO di Torino. Organizzo un Capodanno
gay al comitato di quartiere S.Donato gestito dalla sinistra, creando scandalo
e guadagnandomi la prima pagina di Stampa Sera e dei principali quotidiani.
Collaboro con Giovanni Forti per il Manifesto, scrivo su La Pagina Frocia
di Lotta Continua ed esco definitivamente dal Partito Radicale dopo aver rotto
con Pezzana a causa di un mio articolo satirico su Marco Pannella. Siamo allo
sviluppo di un movimento creativo del ’77. In piazza a Bologna lesbiche
e omosessuali, indiani metropolitani e autonomi urlando slogan contro il potere
ma anche per le libertà sessuali: il personale è politico. Eravamo
stufi della militanza stalinista, dell’atteggiamento rigido dei gruppuscoli
extraparlamentari, degli atteggiamenti maschilisti, nascono il femminismo,
i gruppi di autocoscienza, le prime saune gay e le prime darkroom. Ivan Cattaneo
provoca con il trucco e Renato Zero imita David Bowie. Scrivo una lettera
al sindaco Novelli di Torino, mi riceve e gli chiedo di concedermi la sede
per un centro gay, ma i tempi non sono ancora maturi. Otteniamo invece una
sede a Bologna del sindaco Zangheri, così nasce il Cassero, forse anche
grazie al famoso bacio dell’attore Ciro Cascina. A Roma frequento Massimo
Consoli, l’Ompo, la gay house di Testaccio e intervisto Dario Bellezza.
Facciamo le prime riunioni a lume di candela per la costruzione del gruppo
Narciso con Marco Sanna e tanti altri che ora non ci sono più. Conosco
Mauro, ora Platinette, a Parma,
Gianni Vattimo a Torino, frequento Mario Mieli e la casa occupata di via Morigi
a Milano. E’ questo il periodo in cui entro a lavorare alla catena di
montaggio presso la Fiat Mirafiori di Torino; a Roma in un convegno al Convento
Occupato parlo della mia esperienza di operaio nel reparto pomiciatura e dell’intenzione
di organizzare un gruppo di ‘frocie metalmeccaniche’. E’
così fu: prima pagina sui giornali e sputtanamento totale in fabbrica.
Al corteo sindacale vado in tuta blu, ma con trucco vistoso e Giorgio Benvenuto,
leader della UIL, arrossisce quando lo avvicino per chiedergli un’adesione
alla nostra lotta. Nell’estate del 1978 invito tutti coloro che sono
interessati ad incontrarci al porto di Brindisi per una vacanza a Zante in
Grecia, per manifestare contro la repressione del regime ellenico. Tuttavia
è un peregrinare da una località all’altra causa della
rivolta della popolazione locale, così alla fine sbarchiamo a Paros
nell’Egeo: un’esperienza indimenticabile dove si saldano numerose
amicizie, tra le altre quella con Ivan Teobaldelli e Gianni Delle Foglie.
Di ritorno a Torino riprendo l’attività giornalistica e il lavoro
in fabbrica… Conosco Giovanni Dall’Orto di Verbania, mi scrive
per una collaborazione Aldo Busi, frequento Beppe Ramina, mi telefona Paolo
Hutter di Radio Popolare, incontro Pier Vittorio Tondelli e nasce una grande
amicizia con Andrea Pini. La persona che più avrei voluto conoscere,
ma il destino non lo ha permesso, è stato Pier Paolo Pasolini.
Era il 1 Novembre 1976 andavo a Firenze al congresso del partito Radicale, dove volevo intervistarlo, ed in treno leggo dell’omicidio ad opera di Pino Pelosi. Da allora tutto è cambiato, è stata la scintilla della ribellione da parte di molti di noi che fino ad allora erano chiusi in se stessi, era ora di dire basta!! E’ il momento in cui Lucio Dalla dichiara su Lambda: non sono omosessuale. E io titolo: Cosa sarà? (da una sua canzone). Incontro Dino Pedriali, Sylvano Bussotti, Gino Olivari, Fernanda Pivano, Maurizio Bellotti, Emma Bonino, Adele Faccio, Bisanzio Padano, Andrea Valcarenghi, Elio Modugno, Marco Silombria, Dacia Maraini, Daniel Danielou, Moschino, Amanda Lear … Nel 1978 ricordo di aver organizzato un convegno al Palazzo di Re Enzo di Bologna e il primo corteo gay italiano con il collettivo frocialista. Nel 1979 organizzo il primo campeggio gay internazionale a Capo Rizzato in Calabria e per l’occasione inserisco delle pubblicità a pagamento su Repubblica e su l’Unità, l’altro muro abbattuto; un dibattito a Crotone nell’ambito del festival dell’Unità in cui la nostra delegazione conduce la serata. E poi la presenza di tutte le reti televisive nazionali e locali.
La Gazzetta del Mezzogiorno pubblica una mia intervista in prima pagina così a Bari, anche i miei parenti più lontani scoprono la mia attività di missionario gay. Dopo Atene iniziano i miei viaggi a Parigi, Londra, Berlino, Vienna, Praga, Barcellona… sempre alla scoperta di idee e punti di riferimento. Nel 1979 si riprende con la seconda edizione del gay camp a Capo Rizzuto e con la pubblicazione del libro Cercando Il Paradiso Perduto, ed. Gamma Libri, in collaborazione con Ivan Teobaldelli. Nasce l’amicizia con il prete spretato Marco Bisceglia, fondatore dell’ARCY GAY e con Ferruccio Castellano promotore dei seminari ad Agape rivolto ai gruppi credenti omosessuali. Faccio numerosi viaggi con Ciro Cascina e Andrea Pini e intanto chiude Lambda con l’ultima copertina in cui passeggiamo nudi sulla spiaggia di Capo Rizzuto con Niky Vendola ora parlamentare e gay dichiarato. Nel 1981 pubblico la prima guida tascabile italiana e organizzo il gay camp di Ortona vicino Chieti, nasce Lambda nuova serie e la Bologna gaya conquista il Cassero di Porta Saragozza. Nel 1982 tutti a Roma a Montecaprino per manifestare contro l’uccisione di un gay romano; segnalo il primo incontro tra i nuovi collaboratori di un futuro giornale che voglio realizzare e tra l’altro partecipa Gigi Malaroda, Francesco Gnerre, Beppe Ramina, Mattia Moretta, Roberto Polce, Ivan Teobaldelli. Quell’estate il gay camp si svolge sul Gargano, a Vieste. Finalmente all’inizio del 1983 nasce il primo giornale gay, Babilonia, con Ivan direttore responsabile, io direttore redazionale e Mario Anelli segretario di redazione. Ci intervistano Lina Sotis del Corriere della Sera, Natalia Aspesi di Repubblica, Ezio Mauro dell’Europeo, Enzo Biagi e Gianfranco Funari. Nelle vacanze natalizie nasce il primo tentativo di un viaggio gay organizzato, e ben trenta vedove piangono i loro mariti a Praga, oltre la cortina di ferro. Segue reportage su Babilonia. Mario Mieli, nostro amico e collaboratore si suicida, Tondelli recensisce la nostra prima guida gay ad essere venduta in edicola, con la copertina di De Pisis e a diffusione nazionale. Partecipo ai primi tentativi di creare l’Arcy Gay. Intanto inizia la psicosi da Aids, detta la “peste dei gay”. In estate tutti a Rody Garganico in Puglia per la nuova edizione del gay camp e delle famose olimpiadi gay del Gargano dove conosco Franco Grillini. Babilonia si fa sponsor di iniziative culturali e festaiole in diverse città italiane; al Cassero di Bologna nasce il centro di coordinamento nazionale dell’Arcy-Gay e a Roma viene viene fondato il Circolo Mario Mieli. Nel 1983 organizziamo con Mario Anelli e Ivan Teobaldelli il campeggio di Porto S.Elpidio nelle Marche. voglio menzionare il primo compleanno di Babilonia alla Nuova Idea di Milano, madrina Giuni Russo. Nel 1985 collaboro all’elezione di Hutter a consigliere comunale di Milano e, il 18 novembre, organizzo con la regia di Marco Mattolini e l’ufficio stampa di Big Laura, il primo gala benefico Aid For Aids a cui segue la costituzione dell’ASA, Associazione Solidarietà Aids.
Il Comune di Milano finalmente consegna le chiavi della sede in cui opera il Centro d’iniziativa gay di via Torricelli. Nel 1986 m’impegno in attività giornalistiche e fotografiche, intervisto tra gli altri Dario Fo, Aldo Braibanti, Giuni Russo, J.D. Cadinot, Maurizio Costanzo, Jimmy Sommerville, Giafranco D’Angelo, Diego Dalla Palma, Ilona Staller, Moana Pozzi, Angelo Frontoni, Andrea Occhipinti e tanti altri personaggi. Nel 1987 sono tra i fondatori del circolo Querelle di Milano e inauguro la LIBRERIA BABELE la prima libreria gay italiana con sede in via Sammartini. Mi dimetto da direttore redazionale di Babilonia e m’impegno in altri progetti editoriali e imprenditoriali (le riviste Maschio, Supermaschio e Marco) cui seguono nel 1988 i servizi videotel e le trasmissioni su Rete A con la Maurizia Paradiso. Nel 1989 si aprono per mia iniziativa il sexy shop TOM’S MEN, il negozio di artigianato in pelle LEATHER SHOP e l’EMPORIO BABELE.
Nel 1990 dirigo Hot Line gay Magazine con la collaborazione di Aldo Busi, Dario Bellezza, Barbara Alberti, Alessandro Golinelli, Carmen Covito, Tony Patrioli, Diego Dalla Palma e installo il primo centralino telefonico di linea calda. All’ospedale Gaetano Pini sbagliano le analisi e vivo per due mesi da sieropositivo, suscito un nuovo scandalo quando faccio conoscere alla stampa l’atteggiamento di superficialità tenuto dagli addetti alla sanità nei miei confronti e rispetto all’Aids. Alla Nuova Idea organizzo il Gay Mundial con il famoso strip di Aldo Busi insieme alla Paradiso. Nel 1991 nasce l’HOT LINE CLUB, caratterizzato dai telefoni sui tavolini e numerose attività artistiche, vi si espongono opere di Ivan Cattaneo, Luciano Tallarini, Graziano Origa, G.B. Brambilla, Tony Patrioli, Beppe Anfossi, Bruno delle Donne, Corrado Levi e tanti altri. Nel 1993 Franco Grillini inaugura ufficialmente una mia creatura, la GAY STREET di via Sammartini e apro l’AFTER LINE DISCO BAR che in seguito raddoppia con l’OASI ROSA (sala lesbo nel 1994 e sala metro nel 1998). Nel 1996 con Dario Enriquez cominciamo ad organizzare Il SINGLE PARTY, ormai l’appuntamento del giovedì più affollato di Milano. Nel 1998 nasce il sito internet www.afterline.com e nel 1999, il primo vero ristorante gay italiano l’HOT LINE. E per finire l’inizio del 2000 con il famoso Gay Millenary di Capodanno alla discoteca Nuova Idea in collaborazione con UP City e la lettera al sindaco Alberini per segnalare lo stato di degrado di via Sammartini a Milano e la richiesta di valorizzare la gay street.
Cosa dire ancora? Che sono della bilancia ascendente toro, mi piacciono i
bei ragazzi, sono pasoliniano, detesto la violenza. Mi piace andare in palestra,
fare fotografie, raccogliere T-shirt a tematica gay, la buona musica, il cinema,
non sono iscritto a nessun gruppo o movimento. Collaboro con l’ASA,
amo i viaggi in Thailandia (ci sono stato almeno 15 volte), il mare e il sole,
sono attento all’ecologia, giro in bici o in vespa, faccio la raccolta
differenziata all’After, sono contro il consumismo spietato, a favore
della donazione di tutti i miei organi, contro l’uso di tutte le droghe
pesanti. Mi piacerebbe che coloro che oggi si possono permettere di essere
così liberi si rendano conto che tutto è stato conquistato con
la lotta, quindi almeno un po’ di rispetto se non di riconoscenza nei
confronti di noi pionieri. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato in
questi anni e sono tanti: i miei clienti, i miei amanti, i collaboratori e
i miei soci dell’Europa 92 che hanno avuto fiducia in me. Progetti?
Non sono più un missionario ma mi piacerebbe che via Sammartini si
sviluppasse nella collaborazione tra chi vi opera, cosa difficile ma auspicabile.
Progetti? In futuro vorrei aprire una casa di appuntamento e infine un pensionato
per gay anziani, INSHALLAH (se Dio vuole).
Felix